Interessi diffusi e rappresentatività nel processo amministrativo

Ott 20, 2016 da

Interessi diffusi e rappresentatività nel processo amministrativo

Di Giorgia Mantegazza, corso: magistratura online mp3

Si chiede a chi scrive di perimetrare la legittimazione ad agire riconosciuta ai c.d. enti esponenziali costituiti per la tutela di interessi collettivi.

La profonda evoluzione che ha caratterizzato il sistema economico-produttivo italiano, in particolare a partire dagli anni 70, ha portato all’emersione di nuove istanze di tutela in ordine ai c.d. interessi diffusi legati a beni collettivi, indivisibili a fruizione indifferenziata (es. l’interesse alla protezione ambientale, alla salubrità dell’aria o dell’acqua), che per effetto della sopra richiamata evoluzione sono stati esposti a forme di aggressione prima sconosciute.

Tali istanze di tutela non hanno, tuttavia, potuto trovare accoglimento secondo le tradizionali vie, in quanto manca in detti casi una posizione giuridica soggettiva differenziata in capo al singolo potenziale ricorrente, idonea a fondare l’interesse ad agire di questi.

Si tratta di beni giuridici che l’ordinamento protegge e riconosce come giuridicamente rilevanti, ma che si caratterizzano per una difficile individualizzazione in capo al singolo soggetto (c.d. interessi adespoti), il quale potrebbe trarre dalla tutela accordata a tali interessi un’utilità identica a quella che potrebbero vantare gli altri consociati, possibili fruitori di quel bene.

Tale vuoto di tutela è stato colmato mediante il ricorso alla teoria dei c.d. interessi collettivi, la quale ha raggiunto il meritorio risultato di accordare tutela a detti interessi, il cui rilievo non è da considerarsi secondario, in quanto molti di essi sono il riflesso di primari valori costituzionali ed ha individuato un centro soggettivo di imputazione degli stessi nella categoria dei c.d. enti esponenziali. Vengono in rilievo le forme di associazionismo spontaneo, cui l’art. 2 Cost. riconosce rilevanza costituzionale (l’art. 9 L 241/90 riconosce una facoltà di intervento nel procedimento ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni e comitati). Al contempo rilevano figure istituzionali, come gli ordini professionali, quali portatori di interessi di categoria. Non va, inoltre, dimenticata in questo quadro d’insieme l’importanza di soggetti pubblici, talvolta istituiti ad hoc, e demandati dal legislatore alla cura di detti interessi collettivi: tra gli altri il Ministero dell’Ambiente (istituito con l. 349/86 e la cui normativa di settore si deve oggi al D.lgs 152/2006 e successive modifiche), il quale esercita le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di tutela, prevenzione e riparazione dei danni all’ambiente. L’ANAC al quale il nuovo codice appalti riconosce un potere di raccomandazione, finalizzato ad ottenere la rimozione (in autotutela da parte della stazione appaltante emanante) degli atti contrari alle regole dell’evidenza pubblica, a tutela della libertà di concorrenza. Concorrenza alla cui tutela è improntato anche, e con portata dirompente, l’art. 21 bis l. 287/90, il quale riconosce all’AGCM la legittimazione ad agire in giudizio avverso gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica, che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ISTRUZIONI PER PROCEDERE ALL’ABBONAMENTO

Dottrina Amministrativo, Homepage

Sull'autore

L'autore non ha ancora aggiunto informazioni al suo profilo
Questo sito utilizza cookie per una ottimale esperienza di navigazione. Proseguendo nella navigazione acconsenti all\'utilizzo dei cookie. Maggiori Informazioni | nascondi questo avviso