“Ordine Pubblico Economico e tutela del consumatore”.

nov 02, 2016 da

Nome: Maria Erica Gangi

 

Corso: Magistratura ordinaria 2016/2017 online – Modalità videolezione

Traccia advanced: “Ordine Pubblico Economico e tutela del consumatore”.

Esercitazione del 28.10.2016

            Trattare del concetto di ordine pubblico e in specie dell’ordine pubblico economico implica, inevitabilmente compiere un breve excursus storico che affondi le proprie radici nella cultura e nella tradizione giuridica francese.

            L’Ordine pubblico oggi inteso nel nostro ordinamento, invero, non è mutuato dalla tradizione romanistica – come invece può essere per i concetti di buon costume e buona fede cui l’ordine pubblico è spesso associato – trovando, diversamente le sue fondamenta storiche nell’alba francese post rivoluzione.

La società di Francia era certamente una società che era uscita provata dalla rivoluzione del 1789, una società che aveva decantato il rispetto di dati valori – primi su tutti quelli riguardanti la tutela della persona e la libertà economica – era una società che si destava per certi versi confusa atteso che, tutti i valori e i principi tanto decantati in fase di conflitto bellico non trovavano una propria sede, una propria collocazione armonica.

È proprio a tale esigenza che risponde il code Napoléon: codificare i principi saldi teorizzati e profusi con le tante battaglie, fornire al popolo un apposito strumento – il codice appunto – che fosse visto come baluardo delle istanze di libertà e garanzia.

            Nasce così un codice che riconosce e consacra i due tradizionali diritti fondamentali: proprietà e libertà, concetto quest’ultimo che in un codice civile non poteva che essere inteso come libertà economica.

            Sono queste le basi storiche su cui si erge il concetto di ordine pubblico: si presenta come un concetto nuovo, propulsore delle idee rivoluzionarie, custode dei principi di rispetto e tutela dell’ordine sociale inteso come perseguimento del fine economico che non turbi gli assetti dei consociati; che esalti la proprietà quale manifestazione di libertà dell’individuo non intaccata da uno Stato conservatore.

            Può, quindi, ritenersi che l’ordine pubblico, proveniente dal diritto d’Oltralpe, si ponga con lo spirito propugnatore di quel concetto di libertà economica latu sensu intesa, ma che nel contempo tenda a dare nuova linfa alla massima estrinsecazione della libertà economica: il diritto di proprietà.

            Guardando alla nostra esperienza giuridica è, senza dubbio alla nostra Costituzione che ci si deve rivolgere.

In essa non manca certamente la collocazione della libertà di iniziativa economica e la conseguente tutela della proprietà privata tra i diritti fondamentali della persona umana disciplinata unitamente alla tutela della persona in senso ampio, all’ideale di uguaglianza, di solidarietà, di diritto al lavoro; ciò che emerge pertanto è un equo livello che i nostri Costituenti hanno riconosciuto alle libertà e i diritti personali, sociali ed economico politici: l’eredità che ci trasmette il nostro Documento è tale da consentire la tutela del soggetto prima come singolo e poi quale “elemento” di un tessuto sociale più ampio.

Ne discende che la cura e la tutela degli interessi individuali, pacifica la loro preminenza, ad ogni buon conto non possano oltraggiare e sconfinare con i diritti e gli interessi della società e dei valori per essa fondanti.

La nostra esperienza normativa, quindi, ci consegna un concetto di ordine pubblico che non debba essere letto esclusivamente in chiave economica ma che sia lo scrigno di tutti quei comportamenti non contrari agli interessi sociali; un ordine pubblico posto in un limbo la cui precipua funzione è quella di distinguere ciò che è lecito da ciò che non lo è.

            Ebbene, individuate le differenze prospettiche a mezzo delle quali guardare al concetto in commento, è possibile riconoscere l’effettiva oscurità di individuazione e catalogazione dello stesso; in tal senso chiarificatrice è l’opera ermeneutica della dottrina che afferma e riconosce la difficoltà di procedere ad un nozionismo stante che con una sola espressione si comprendono o si vorrebbero far comprendere due macro aree: ordine e pubblico.

Ulteriori difficoltà sono state date anche dall’attività affatto dirimente esercitata dal codice del 1942 nel quale l’espressione ordine pubblico viene usata contemporaneamente sotto diverse accezioni: con riguardo la illiceità della causa del contratto e con precipuo riferimento al concetto di autonomia negoziale nei cui confronti verrebbe visto quale “termometro” dell’attività posta in essere dai privati.

            Pur tuttavia, volendo discostarsi dal rigore formalistico proprio della dottrina, si può e si deve vedere quale norma cardine, per comprendere la portata e l’ambito di incidenza dell’ordine pubblico, l’art. 1322 c.c.; pacifico il contenuto del comma 1 che consacra l’autonomia contrattuale dei privati purché avvenga nel rispetto della Legge (intesa sia a livello ordinario che comunitario) l’analisi del comma 2 appare illuminante: “le parti possono anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico” è questa la chiave di lettura del concetto di ordine pubblico.

            Esso si colloca quale limite all’autonomia negoziale non al fine di restringere l’autonomia privata in favore di quella pubblica, quanto più al fine di direzionarne e promuoverne il contenuto nel rispetto del perseguimento dell’utilità sociale.

            Tanto l’autonomia privata è libera che concordemente le parti possono anche stipulare contratti atipici, purché però tale attività non avvenga in contrasto con i fini di pacifico sviluppo sociale e soprattutto sia volta al conseguimento di interessi di pregio.

            Da questa interpretazione agevole il collegamento con l’art. 42 c. 2 Cost. che precetta il contenuto del diritto di proprietà privata, la sua tutela e la sua regolamentazione, sempre, ad ogni modo, vista alla luce della funzione sociale che essa ricopre e della sua piena accessibilità a tutti.

            Tracciate le linee essenziali che ci consegnano quel principio di ordine pubblico tanto dibattuto quanto incardinato nella nostra scienza giuridica, è opportuno individuare le macro aree in cui esso si esprime.

Rileva un ordine pubblico politico….

 

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